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Piana, M. (2006). Marmorino plaster in venice between the XVI and XVIII centuries. Scientific Research and Safeguarding of Venice, Corila Research Program 2004 Results, IV, 71–90.
Added by: Dott. Alessandro Meggiato (28/05/2014 16:19:44) |
| Tipo di Risorsa: Articolo di Rivista Chiave di citazione BibTeX: Piana2006 Invia la risorsa per email ad un amico View all bibliographic details |
Categorie: General Keywords: architettura e beni culturali - Architecture and Cultural Heritage, extend abstract corila, intonaci storici Creatori: Piana Collezione: Scientific Research and Safeguarding of Venice, Corila Research Program 2004 Results |
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Allegati
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| Abstract |
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L’affermarsi del classicismo in ambito architettonico segnò una svolta precisa, un mutamento delle abitudini e dei sistemi costruttivi del cantiere medievale. I rivestimenti esterni risentiranno di questo cambio di gusto e proprio all’inizio del XVI secolo si metteranno in pratica nuove tecniche e nuovi materiali come per gli intonaci a marmorino che, emulando i più preziosi rivestimenti lapidei, cambiarono in parte il colore alla città.
I marmorini, per la loro capacità di aderire al linguaggio dell’architettura classicista e per le loro indubbie qualità di resistenza all’aggressione delle intemperie, nel corso di tre secoli trasformeranno la fisionomia della città imprimendo quel tono bianco-rosato che ancor oggi l’edilizia lagunare, sia pure parzialmente, conserva. The success of classicism in the architectural field constituted a definite change, in habits and construction systems, in mediaeval construction sites. External plasters were also involved in this change in tastes, and right at the beginning of the XVI century, new techniques and new materials shall be adopted, such as marmorino plasters that, by imitating the most precious stone coatings, Marmorinos, thanks to their adaptability to the language of classicist architecture, and thanks also to their undoubted resistance to weathering, shall, in the course of three centuries, change the face of the city, conferring to it that rosy-white shade that has, partly survived to the present day. Added by: Dott. Alessandro Meggiato |