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Cairns, W., Corami, F., Rigo, C., & Capodaglio, G. (2011). Bioavailability and biotoxicity of lagoon contaminants and their legislative evolution. Scientific Research and Safeguarding of Venice, Corila Research Program 2007-2010 Results, VII, 119–126. 
Added by: Dott. Alessandro Meggiato (28/05/2014 16:20:01)
Tipo di Risorsa: Articolo di Rivista
Chiave di citazione BibTeX: Cairns2011
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Categorie: General
Keywords: chimica, extend abstract corila, inquinamento, processi ambientali - Environmental Processes
Creatori: Cairns, Capodaglio, Corami, Rigo
Collezione: Scientific Research and Safeguarding of Venice, Corila Research Program 2007-2010 Results
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Abstract     
La speciazione è la differenziazione delle diverse forme chimiche assunte da un elemento in traccia nell’ambiente. Lo studio della speciazione permette la valutazione della concentrazione dello ione libero, dei complessi organici ed inorganici e dei composti organometallici. È di primaria importanza evidenziare che la speciazione di un elemento in traccia, ovvero le forme in cui l’elemento è presente nell’ambiente, ne determinano la bioaccessibilità e la biodisponibilità, influenzandone grandemente il destino, nonché gli effetti verso i vari recettori ambientali, ivi compresi quelli umani. Per molti elementi in traccia la concentrazione dello ione libero risulta essere la specie principale in grado di causare effetti tossici nei biota. Questo è in accordo con il free ion activity model (FIAM, modello dell’attività dello ione libero), che afferma che lo ione libero o lo ione “acquoso” dell’elemento in traccia sia la forma più biologicamente attiva dell’elemento disciolto.
In base a questa assunzione, i fattori chiave in grado di influire sulla tossicità nei confronti del biota sono quelli in grado di influenzare la speciazione dell’elemento in traccia in esame. L’uso dei bioindicatori e/o dei bioaccumulatori è una metodica efficiente per la valutazione delle anomalie nell’equilibrio biologico in aree soggette ad attività antropiche, più o meno intense, è l’utilizzo di vere batterie di bioindicatori e bioaccumulatori permettono di sintetizzare l’azione sinergica delle diverse componenti ambientali. In una corretta valutazione del rischio ambientale, lo sforzo analitico deve essere di tipo olistico, ovvero il biomonitoraggio e le misure chimiche devono integrarsi tra loro, considerando le diversità e le similitudini tra organismi e tra organismi ed ambiente, così da poter avere una visione la più ampia possibile di tutti i probabili percorsi di trasporto, di tutte le probabili vie di esposizione ed assimilazione, del bioaccumulo, delle dinamiche e delle cinetiche di tossicità. In diverse nazioni una attenzione sempre crescente è rivolta alla programmazione di una corretta gestione dell’ambiente, che si accompagna alla programmazione di una attenta e rigorosa valutazione del rischio ambientale e che conseguentemente permetterebbe una ponderata e precisa legislazione.
Negli Stati Uniti, le diverse sezioni della Agenzia per l’Ambiente, USEPA, hanno elaborato nel corso degli anni diversi frameworks, che hanno permesso di evidenziare, sia a livello scientifico sia a livello legislativo, i fattori chiave sulla valutazione del rischio di vari agenti contaminanti. Un importante strumento, utilizzato per la valutazione del rischio degli elementi in traccia, è il Biotic Ligand Model (BLM). Il BLM offre un metodo quantitativo e diretto per determinare la biodisponibilità di un elemento in traccia in funzione del chimismo delle acque e della sensibilità degli organismi, fornendo pertanto un mezzo per stimare gli effetti di fattori sito-specifici sulla tossicità dell’elemento in esame. L’obiettivo di questo progetto è l’applicazione di strumenti di monitoraggio duttili, efficaci e soprattutto sinergici, che possano quindi permettere una integrazione degli aspetti ecotossicologici e degli aspetti chimici e fisico-chimici, così da poter proporre ai decision makers un adeguamento legislativo della normativa ambientale veneziana ed italiana, che risponda così ai dettami dei più recenti frameworks europei e degli Stati Uniti in materia di valutazione del rischio e ambienti acquatici.
Il progetto si propone l’inserimento dello studio della speciazione e della geospeciazione nel quadro del monitoraggio ambientale e della valutazione del rischio ambientale, in ambito scientifico, tecnico e legislativo, e l’utilizzo del Biotic Ligand Model come indispensabile strumento di valutazione della biodisponibilità e della tossicità. Si propone inoltre l’applicazione di una valutazione del rischio per inquinanti organici persistenti, che integri in maniera efficace e duttile le informazioni sulla tossicità e la concentrazione di contaminante accessibile all’organismo.

This study aims to take modern assessment methods for environmental risk and apply them to the Venetian lagoon. The European Framework Directive was officially published in 2000, and all member and candidate states have to conform to it. The primary objective of this directive is to reach and maintain high quality levels for all European water resources. The Venetian Lagoon is an important source and sink for a number of pollutants. The application of these new study techniques will help management authorities to comply with the European Water Directive and to make informed decisions on how best to manage this precious and fragile ecosystem.


Added by: Dott. Alessandro Meggiato  
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